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Gauss , il super virus per spiare le banche

Posted on : 17-08-2012 | By : admin | In : Senza categoria

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Kaspersky Lab annuncia la scoperta di un nuovo super virus , il cui codice è simile a Flame , già protagonista di alcuni nostri articoli.

Senza dilungarci in complicate teorie , riassumiamo ciò che c’è da sapere : innanzitutto gli internauti italiani devono stare tranquilli, perchè l’area colpita dal virus è il medioriente ( fate attenzione se scambiate file con gente di quella zona) . Il virus è in grando di spiare le password, cookie, cronologia e simili del nostro browser ed appropriarsi di password relative a numerose banche o account bancari online  caratteristici dell’area mediorientale.

Per essere sicuri ,comunque, potete verificare la presenza del virus attraverso questo tool di  Kaspersky.

 

Apple, in ritardo rispetto a Microsoft sulla sicurezza, sarà obbligata ad investire

Posted on : 13-07-2012 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Sino a pochi anni fa  il mondo Apple non conosceva virus riconosciuti ufficialmente , tantochè sulla pagina di Apple appariva luccicante che descriveva i Mac come immuni ai virus. In realtà ciò non era particolarmente vero e,come descritto anche in altri articoli, qualsiasi mezzo informatico di qualunque casa produttrice  può essere infettata da virus . L’unico sistema tutt’ora conosciuto  per evitare le infezioni è tenere il PC staccato dalla rete ed installare solo file di cui si conosce la provenienza. Anche Apple pertanto ha sempre posseduto virus dedicati ai suoi prodotti ,ma essendo l’interesse verso tali prodotti scarso  la cosa non era particolarmente evidente ai clinti/utilizzatori di Mac. Consideriamo,inoltre, che la maggiorparte di questi  malware era diffusa in inglese, pertanto su siti americani o inglesi .

Il successo dei dispositivi Apple nel settore computer, ma anche e soprattutto nel settore mobile , ha risvegliato i cyber criminali nel 2011 : Mac Defender ne è una prova. Ma è solo con il 2012 che si è scoperto il grande attacco (e la grande falla del codice software dei sitemi Apple) : Flashback ha infettato più di 650000 Mac in tutto il mondo.

Eugene Kaspersky , specialista di sicurezza informatica e co-fondatore della famosa casa produttrice di antivirus e software di sicurezza informatica , dichiara che Apple non è mai stata un obiettivo dei cyber-criminali a causa della sua inferiorità numerica di prodotti venduti ,ma che in realtà si trova ora a fare le scelte che Microsoft fece 10 anni fa in tema di sicurezza. Apple dovrà investire molto denaro nel settore sicurezza.

E intanto la scritta sul sito Apple è silenziosamente sparita…

AGGIORNAMENTO – Flamer: l’avviso di Norton

Posted on : 02-06-2012 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Dopo meno di 24 ore dalla pubblicazione dell’articolo su Flamer è giunta a tutti i possessori di Norton un avviso con molte informazioni in riferimento al virus stesso. Chi non avesse Norton può comunque trovare le informazioni inviate a questa pagina.

Per leggere il nostro articolo (anche se molto meno esaustivo rispetto a lla pagina Norton) clicca qui.

 

Flame, potente malware del medio-oriente

Posted on : 01-06-2012 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Si chiama Flame ed è uno tra i malware (programmi maligni) più sofisticato. Questo a detta dei ricercatori di Kaspersky Lab, i produttori di uno dei migliori antivirus shareware pesente sul mercato. Questo progamma maligno pesa 20mb circa ed è molto elaborato in quanto permette un controllo multifunzione del proprio PC in modi non ancora scoperti prima. Nello specifico è in grado di acquisire schermate, salvare chat e conversazioni di ogni tipo, memorizzare i tasti premuti sulla tastiera,ecc… un software quindi di spionaggio.

Sin’ora non sembrano molti gli infetti (meno di un migliaio ) e l’area interessata è solo il medio – oriente.

 

Torrent, via alle cause legali per chi scarica

Posted on : 18-03-2012 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Sono più di 150 mila gli utenti che , in America, sono stati chiamati in causa legale  con l’accusa di essere in possesso di materiale scaricato in modo illegale , pertanto coperto da copyright. Una delle cause di massa più corpose è quella che ha coinvolto più di 2100 persone , accusate di aver condiviso o scaricato un film tramite torrent e file sharing. Le società detentrici dei diritti  cercano così di guadagnare parecchi soldi di risarcimento. La pirateria prevede , solitamente, dei risarcimenti significativi e se ripetuta per diversi file (talvolta centinaia o migliaia) anche la reclusione per alcuni mesi. Spesso, tuttavia, le compagnie puntano al loro lucro personale: non avrebbero alcun guadagno nel far scontare una pena carceraria agli accusati. Essi puntano spesso sul patteggiamento : richiedono quindi una somma di risarcimento per chiudere la causa. Ed è chiaro che piuttosto che andare in carcere è meglio pagare! Una causa come quella sopra citata può comportare ad un patteggiamento totale di cifre significative, decine di volte più grandi di quelle che si avrebbero vendendo legalmente il prodotto.Questa politica, già sperimentata in America con più di 150 mila cause, potrebbe essere applicata anche in Europa (e quindi anche in Italia) : dopotutto la legge sulla pirateria già esiste, ma le autorità non hanno mai prestato una particolare attenzione.

Virus su Facebook: postati dai nostri contatti a loro insaputa

Posted on : 04-10-2011 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Il virus di cui parlerò in questo virus si è diffuso prevalentemente la settimana scorsa,cioè nell’ultima settimana di settembre. Pare tuttavia che questo malware sia duro a morire e soprattutto che,dato l’enorme successo del primogenito, abbia aperto la strada a meccanismi molto simili. In cosa consiste? molto semplice: veniamo taggati in un video (apparentemente) di Youtube da parte di un nostro contatto di Facebook, ma ovviamente a sua insaputa. E cliccandoci sopra ovviamente il virus riesce ad aprirsi un varco nel computer e diffondersi inoltrando tag ai vostri contatti da parte vostra.

Il tag che viene pubblicato dal nostro contatto è un messaggio invitante ,che ci spinge incuriositi a cliccare sul video. Fortunatamente,come mi hanno fatto notare, il mesaggio è così standardizzato da farci facilmente allarmare se ci pensiamo un attimo prima di cliccare.

Oltre almessaggio standardizzato c’è un altro elemento che oggettivamente ci fa capire l’inganno: sotto al titolo dei classici video di Youtube appare proprio il dominio di appartenenza,ovvero  www.youtube.com  . In questi video fasulli in cui siamo taggati appare invece il dominio di Facebook,cioè www.facebook.com.

Se vi accorgete troppo tardi di aver già cliccato sul video vi consiglio di seguire una o più di queste azioni:

1)rimuovere cronologia e cache del/dei browser installati sul vostro PC (utilizzando ad esempio Ccleaner)

2)Eseguire una scansione completa con l’antivirus

3)Cambiare la password di Facebook utilizzando,se possibile, un browser diverso da quello utilizzato precedentemente (e con cui siamo caduti nella trappola).

Virus che finge l’infrazione della legge e sollecita il pagamento di una multa

Posted on : 04-10-2011 | By : admin | In : News pirateria ,sicurezza e truffe

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Oggi parleremo di un caso alquanto curioso,ma purtroppo molto diffuso: virus informatici che,a differenza dei soliti, non spiano o rubano credenziali d’accesso,ma ci fanno credere di dover pagare una multa più o meno cospicua. Generalmente questo attacco informatico si presenta sottoforma di blocco parziale o totale delle funzioni di un PC e di una schermata simulante,in modo molto realistico, l’home page o comunque una pagina ufficiale delle forze dell’ordine (polizia di stato,carabinieri,guardia di finanza,associazioni legali competenti,ecc..). I reati di cui siamo spesso accusati è il possesso di software piratati e di materiale pedopornografico (cioè dove sono coinvolti minorenni,perchè il materiale porno in generale non è ritenuto illegale). Il virus ci sollecita il pagamento di una somma variabile ,ma generalmente non spropositata: dai 10 ai 200€ . Somme più alte infatti peserebbero alle tasche dell’interessato,il quale si informerebbe presso gli organi competenti e per il criminale informatico l’obiettivo non verrebbe raggiunto. Mentre invece per somme relativamente basse l’utente medio pagherebbe senza contestare nulla,per evitare figuracce o un peggioramente della situazione.Attraverso quali modi dobbiamo pagare l’importo? generalmente attraverso servizi online,ma non sicuri e facilmente rintracciabili. Viene infatti spesso evitato il pagamento con Paypal.

A prescindere dall’importo PRECISO richiesto e dal metodo di pagamento,sono altri i fattori che ci devono allarmare e suggerirci di non pagare la somma in alcun modo. In particolare ricordiamo:

-Le accuse che ci vengono mosse: solo la detenzione di software craccati,materiali scaricati infrangendo il diritto di copyright,materiali pedopornografici può far scattare un verbaleda arte delle forze dell’ordine.

- La tipologia di avviso: in caso di accusa sicuramente le forze dell’ordine non ci contattano tramite il blocco del PC e una schermata,ma tramite un verbale cartaceo recapitato a domicilio con tanto di timbri/firme ufficiali o,nei casi più gravi, da una visita di persona di questi organi competenti.

-Impossibilità di verificare il reato: nessuno,organi di polizia compresi, dispongono di mezzi atti a certificare il possesso di materiali illegali ,altrimenti la pirateria non esisterebbe o sarebbe molto limitata. Quindi sono un controllo fisico al computer permette legalmente di certificare il reato. Gli altri mezzi, ovviamente illegali , consistono nella backdoor o virus similari.

- l’importo della multa : i reati di cui abbiamo parlato poc’anzi possono essere sanzionati da multe molto pesanti, generalmente superiori agli importi richiesti da questi virus. Un software craccato può valere un verbale di diverse centinaia di euro.

Diffidate quindi di questi inganni creati veramente su misura e in modo particolarmente realistico.